Desideri in vendita

Lunanuvola's Blog

I can hear it

Posso sentirlo (lo sento)!

Il suono della… spazzatura misogina!

Deena Mohamed, artista egiziana, ha cominciato a disegnare fumetti a 18 anni creando sul web la supereroina Qahera dell’immagine (se ci aggiungete l’articolo determinativo il nome di Qahera diventa “Il Cairo”, dove Deena vive) che combattendo contro la misoginia e l’islamofobia si è guadagnata fama, seguaci e premi.

La disegnatrice adesso di anni ne ha 26 e sta lavorando alla innovativa, umoristica, profondamente emotiva e magica trilogia “Shubeik Lubeik”, anch’essa pluripremiata e pubblicata in arabo e inglese, il cui volume finale dovrebbe uscire nel 2021.

Shubeik Lubeik

Nell’Egitto di fantasia che essa ritrae i desideri sono letteralmente in vendita, giusto al chiosco all’angolo della strada, i più potenti e costosi in bottiglie e quelli per i poveracci in lattine. Stappando il contenitore, appare un genio fatto di caratteri di calligrafia araba che chiede: “Qual è il più grande desiderio del tuo cuore?”

La…

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Il mondo dei nostri sogni

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Parable of the Sower

“La società generalmente vede la fantascienza come un genere per il tempo libero. La leggi perché hai tempo, non perché vuoi imparare qualcosa. Tuttavia, questo non potrebbe essere più lontano dalla verità.

Alcune delle nostre migliori pensatrici, e certamente le migliori a esprimere speranze globali, sono scrittrici di fantascienza. N.K. Jemisin ci ha dato semi-dee nere che, nonostante i loro poteri, ancora soffrono per mano di società oppressive. Octavia Butler ci ha dato mutatrici di forma, viaggiatrici temporali e pellegrine che hanno dovuto reagire e sopravvivere sotto il patriarcato e il razzismo.

Dobbiamo cambiare. Ognuno di noi ha bisogno di più coraggio. Il testo informativo è importante, ma quello emotivo è cruciale.

Mentre lottiamo per il mondo dei nostri sogni, dovremmo leggere le opere di coloro che l’hanno già creato.”

Tratto da: “If You Really Want to Unlearn Racism, Read Black Sci-Fi Authors”, di Cree Myles, 22 giugno 2020. Trad…

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Dovete domandarvi perché

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libro jessica

Questo libro – “Perché le donne sono ritenute colpevoli di tutto” – è uscito il 27 aprile scorso. La sua Autrice è la dott. Jessica Taylor, docente universitaria di psicologia forense e criminale, nonché titolare di un dottorato di ricerca e fondatrice di VictimFocus, organizzazione internazionale che studia il biasimo posto sulle donne vittime di violenza di genere e fornisce consulenza e addestramento al proposito.

Prima ancora della sua uscita, il testo ha attirato una crescente attenzione ed è stato presentato durante un programma radiofonico della BBC, “Woman’s Hour”. Così, dal 17 aprile, la dott. Taylor ha subito un incessante attacco via internet fatto di migliaia di messaggi violenti: “di tutto, dal dirmi di morire e di uccidermi a “ti stupro”, messaggi che dicevano che non sono una vera psicologa o docente, che sono grassa, brutta, disgustosa, una schifosa lesbica, sterile, che morirò da sola, che i miei genitori mi…

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E ora qualcosa di qualcosa completamente diverso: gli effetti del porno sulla quarantena.

prima o poi l'amore arriva. E t'incula.

Pare che ci sia stato un boom di accessi ai siti per adulti in queste settimane di quarantena. Più nello specifico i giornali hanno titolato “porno on line schizza alle stelle” (mi compiaccio sempre dell’uso puntuale dei predicati verbali da parte dell’informazione). Non sono detrattrice della pornografia, mi interrogo solo sugli effetti che avrà tanta esposizione alla fantascienza sessuale, a cattività terminata. Pornhub dovrebbe specificare che i suoi contenuti non sono video tutorial, che è preferibile non rifarlo a casa se non si vogliono intasare i pronto soccorso con grandi contusi.

Quello che mi terrorizza nei porno non è ciò che fanno gli attori, ma l’intenzione che ci mettono. La gente se mangia, se mozzeca, se divora e idrovoreggia. Le donne alle prese in disquisizioni orali con questi poveri membri smaniano come Rubio che spolpa un ossobuco. Suggono forsennate, ci mettono tanta foga che ti viene da intervenire: “amica, anche…

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I mille volti dell’amore

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Questo è promettente: Alice Wu la regista-sceneggiatrice di “Saving Face” (“Salvare la faccia”, 2005) ha prodotto un nuovo film che sarà in onda su Netflix il 1° maggio prossimo.

Alice Wu è nata il 21 aprile 1970 negli Stati Uniti, figlia di migranti provenienti da Taiwan, e la sua prima opera autobiografica trattava del fare coming out come lesbica nella comunità cinese-americana. All’epoca, disse: “Mi auguro che il pubblico abbia la sensazione che, al di là di chi ciascuno è, che sia gay o etero, o qualsiasi sia il suo retroscena culturale, se c’è qualcosa che desidera in segreto, si tratti dell’avere il grande amore o altro, non è mai troppo tardi per averlo. Voglio che il pubblico esca dal cinema provando un senso di speranza e di possibilità.” E in effetti sono le caratteristiche che fanno di “Saving Face” un gran bel film e che gli hanno guadagnato una…

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Body of Lies

Longreads

Deenie Hartzog-Mislock | Longreads | April 2020 | 13 minutes (3,341 words)

About two years ago, I stopped feeling beautiful. Around that time, my husband stopped touching me. “I don’t feel sexy,” I told our therapist from the grey, tufted chenille seat adjacent to my husband’s. I kneaded a wet tissue, worn into holes, between my thumbs. “When he doesn’t touch me, it makes me feel bad about my body. And then I treat my body poorly, and then I hate the way I look and feel.”

I knew better. I knew our lack of sexual intimacy wasn’t about the soft, expanding skin that stubbornly clung to my midsection, or my thighs, so much thicker, dimplier now than they used to be, my entire shape a soft, aging pear. So different from what it was when I was a dancer in college, spending whole days in pale pink tights —…

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The Danger of Desire

Longreads

Faylita Hicks | Longreads | April 2020 | 28 minutes (7,041 words)

I was late. Even though the album dropped in 2018, I didn’t know about the track until June of the next year. Which was tragic, because the first time I heard Teyana Taylor’s “WTP (Work This Pussy)” — I went off.

The command hit my speaker and I dropped the washrag I had been using to clean the dishes, into the soapy water. Splashing it all over the frail kitchen counter, I leaned forward over the sink. Gripped its metal edge in instinctive obedience, desire trickling through my body electric. Throwing my head back, I left behind the part of my day that had been filled with judges, sheriffs, the DA. I turned the music up, grinding my pelvis to the tempo, shuddering in spasmodic rhythm to twerk.

I wanted to shake out the fear I had carried since…

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